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07/08/2015 | 19:11

L'amministrazione del comune griko, in un articolato documento diffuso oggi, smonta le critiche e le strumentalizzazioni sul caso delle opere d'arte in piazza a Calimera. La Cultura al primo posto si ribadisce nel comunicato che ci giunto.


Le opere di Alvaro Siza


Calimera. A seguito e ad integrazione del dibattito sull’indirizzo assunto dall’amministrazione comunale di Calimera di riservare diversa destinazione alle opere d’arte degli architetti Alvaro Siza e Steven Holl, in difformità da quanto programmato dalla precedente amministrazione comunale, un fatto che così tanto sta animando il confronto culturale di queste ore, pubblichiamo una nota stampa ufficiale dell’amministrazione comunale di Calimera con la quale si precisano alcuni punti di vista indubbiamente importanti.

Tale comunicazione giunge nella nostra Redazione a poche ore dalla pubblicazione di un articolo di commento e di critica severa a quella che Leccenews24 ha considerato (lo chiarisce il titolo: L’Osservatorio Teknè e il Salento. Le perle ai porci) la scarsa capacità della politica leccese e salentina di comprendere l’utilità di un progetto innovativo come Teknè. Nessuna offesa o accusa, quindi, nemmeno velata, all’amministrazione comunale, la quale ha assunto le sue legittime decisioni.

Il problema, a nostro avviso, risiede altrove, e più precisamente nel mancato sostegno da parte di istituzioni cardine come Provincia e Regione al progetto di Teknè. Unitamente allo scarso impegno dei parlamentari e di coloro che avrebbero dovuto, per tempo, dire o fare qualcosa, e non hanno detto e non hanno fatto.

Lo stesso riferimento del titolo è rivolto all’intero sistema territoriale, ma questo emerge chiaramente dalla lettura del testo.

Veniamo invece alle considerazioni del Comune di Calimera. L’Amministrazione comunale, si legge nel comunicato, intende valorizzare le opere di Holl (se verranno acquisite) e Siza nonostante non vi sia alcuna traccia delle stesse nel progetto definitivo né nel computo metrico né vi sia alcun documento con il quale Steven Holl dona alla città di Calimera la sua opera/installazione o il progetto della stessa.

Alimentata da un nostro illustre concittadino si è sviluppata, in questi giorni, una irresponsabile polemica sulla indicazione di questa Amministrazione di ripavimentare il “buco” realizzato sulla piazza per l'installazione delle opere di Steven Holl.

Qualcuno mosso da narcisismo, altri per solidarietà politica (tra questi l'ex vice presidente della Provincia di Lecce Simona Manca e i deputati Bruni e Liuzzi) sono intervenuti per dare manforte e, ignoranti dei fatti, dei luoghi e delle persone, incautamente e senza avere contezza della volontà e delle scelte dell'Amministrazione, hanno preso parte per criticare a prescindere e per attribuire alla Sindaca valutazioni prive di ogni fondamento.

Ma, ahinoi, questi sono i tempi e l'assoluta mancanza di onestà intellettuale di certa politica e la saccenteria di certi pseudo esperti depositari di cultura, ammesso che siano in buona fede, spesso accecano.

Più prudenza ci saremmo aspettati dal Presidente del Collegio dei Geometri e dal Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Lecce per il ruolo che ricoprono e perché dovrebbero sapere che la Pubblica Amministrazione persegue i propri obiettivi con atti. Purtroppo registriamo che non hanno saputo frenare l'impulso narcisistico o resistere al richiamo di qualche foresta.

A TUTTI QUESTI SIGNORI NOI RISPONDIAMO CHE SIAMO PRONTI A DARE CONTO IN OGNI SEDE.

A quei cittadini, invece, che in assoluta buona fede ed in modo legittimo si sono posti o hanno posto interrogativi per capire, rispondiamo precisando quanto segue:
La cultura, in tutte le sue espressioni, coerentemente con il programma elettorale è e resterà al centro dell'azione di questa Amministrazione. In questa ottica è nostra intenzione valorizzare le opere di Holl (se verranno acquisite) e Siza dando alle stesse una giusta collocazione.

Uguale sensibilità crediamo non possa attribuirsi, al di là della propaganda, all’Amministrazione precedente, di cui il nostro illustre concittadino è stato mentore: basti pensare che al nostro arrivo a Palazzo di Città abbiamo trovato le opere donate da Alvaro Siza smontate per terra ed utilizzate come ferma porta delle finestre dei balconi.
Dell'installazione in piazza dell’opera di Steven Holl non vi è traccia nel progetto definitivo ed in quello esecutivo vi è un passaggio fugace nella relazione che non trova riscontro negli altri elaborati progettuali (in primis il computo metrico).

Come, da chi e quando questa scelta sia maturata non è dato saperlo.

Di certo il “buco” in piazza per l’installazione dell’opera è stato fatto stralciando, senza alcuna autorizzazione, altre opere previste in progetto (tra queste la nuova illuminazione).
Ciò nonostante le risorse stornate non erano sufficienti a portare a compimento l'installazione e, se non fossimo intervenuti per dare indicazione di chiudere il “buco”, saremmo rimasti con il cantiere recintato chissà per quanto tempo, atteso che l'altro buco (quello di bilancio ereditato) non ci avrebbe consentito di destinare ulteriori risorse del bilancio comunale per ultimare i lavori.
 
3.Non esiste agli atti del Comune alcun documento con il quale Steven Holl dona alla città di Calimera la sua opera/installazioneo il progetto della stessa, con l'autorizzazione a riprodurla e installarla in un luogo della città. In assenza di un tale atto, l’installazione dell’opera avrebbe esposto il Comune ad una possibile azione risarcitoria da parte dell'artista per l’uso arbitrario del suo frutto creativo, con grave danno per l'Amministrazione.

Abbiamo, per questo, incaricato gli uffici di attivarsi per verificare se vi è la volontà di Steven Holl di donare l’opera o il suo progetto alla nostra comunità per installarla in un luogo della Città da concordare con lo stesso, ove disponibile.

Per onestà aggiungiamo che l'idea di posizionare l’opera di Steven Holl in un angolo a caso della piazza fosse una scelta totalmente avulsa dal contesto e dalla funzione del luogo e tale da costituire un ulteriore elemento di violenza ad una piazza già martoriata da precedenti interventi”.

I punti di vista restano quindi garantiti, come è giusto che sia.




Autore: A cura della Redazione

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