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25/01/2016 | 19:58

Secondo i consiglieri di opposizione si è assistito ad un clamoroso scivolone della Giunta De Vito, rappresentata dall'Assessore ai Servizi Sociali, Serenella Pascali che avrebbe copiato un regolamento per lo svolgimento di attività di volontariato dal comune di Novara.


Il Comune di Calimera


Calimera. Doveva essere una semplice commissione consiliare quella che si era svolta in mattinata al palazzo di città di Calimera. Oggetto della discussione il regolamento per lo svolgimento di attività di volontariato nelle strutture e nei servizi del comune grico, ma qualcosa nella bozza stilata dall’Assessore ai servizi sociali, Serenella Pascali, ha fatto immediatamente storcere il naso ai consiglieri di opposizione.
 
Ad un’attenta lettura del documento sono apparse tutte quelle incongruenze tipiche del copia-incolla. Già perché, il regolamento in questione era stato preso “pari pari” dal comune di Novara. Potenza di internet, poiché è bastato inserire su google alcune parole chiave per scoprire che al primo posto dell’elenco usciva il ben posizionato regolamento comunale della città piemontese che non differiva di una virgola da quello oggetto della discussione in piazza del Sole.
 
Insomma, una fedele riproduzione dell’atto novarese, che il consigliere Leo Palumbo non hanno tardato a mettere in risalto. Lo stesso Assessore, incalzato ed in forte difficoltà, è stato costretto ad ammettere che era stato ricalcato dalla città Piemontese perché ritenuto il più adatto per Calimera.
 
È bastato poco ad innescare la miccia in un comune che non è riuscito ancora ad appianare gli scontri della campagna elettorale e che se li trascina nell’attività amministrativa.
 
«La stesura dei regolamenti deve essere effettuata tenendo conto del contesto in cui viviamo e nel rispetto delle esigenze della nostra comunità. Calimera – reclamano dall’opposizione – non può essere paragonata ad una città come Novara, pertanto chiediamo il ritiro del regolamento e che l’Amministrazione De Vito prenda immediatamente atto di tanta incompetenza, mettendo in moto i dovuti provvedimenti».




Autore: A cura della Redazione

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